Cortina Sliding Centre

La realizzazione del Cortina Sliding Centre, pista di bob, skeleton e slittino destinata ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026, ha rappresentato uno dei cantieri più sfidanti del panorama europeo delle infrastrutture sportive.

In poco più di un anno è stata completata un’opera che coniuga progettazione avanzata, soluzioni impiantistiche inedite e un coordinamento tecnico-operativo che ha coinvolto centinaia di professionisti.

L’opera è stata realizzata in appena 13 mesi, 5 in meno rispetto all’ultima pista realizzata al mondo. Impresa Pizzarotti, responsabile del progetto, ha coordinato tutte le fasi – dalla progettazione esecutiva alla costruzione, fino all’integrazione dei sistemi tecnologici.

L’omologazione da parte delle federazioni internazionali delle rispettive discipline è arrivata il 18 novembre 2025, confermando la piena funzionalità della pista.

Tecnologia
Innovazione e
attenzione all’Ambiente

Il Cortina Sliding Centre è la prima pista da competizione al mondo refrigerata con glicole, una miscela di acqua e glicole etilenico che sostituisce l’ammoniaca, utilizzata normalmente negli impianti di questa tipologia.

Un sistema che ha permesso di ridurre del 96% l’ammoniaca in circolo e di distribuire il freddo lungo tutto il tracciato garantendo un controllo millimetrico delle temperature in ogni tratto della pista.

L’efficienza energetica è stata favorita dall’adozione di sistemi di isolamento avanzati, in grado di limitare le dispersioni termiche sia nelle tubazioni di distribuzione del fluido refrigerante sia nel corpo pista. La copertura integrale con pannelli isolanti e l’adozione di tende parasole a basso assorbimento contribuiscono ulteriormente all’ottimizzazione dei consumi.

La centrale di refrigerazione è dotata di un sistema di recupero del calore, utilizzato per il riscaldamento degli edifici di servizio e per alimentare anche la pista del palazzo del ghiaccio di Cortina. L’impianto sarà inoltre integrato con pannelli fotovoltaici al fine di ottimizzare i consumi di energetici e recuperare calore.

Ogni settore della pista è gestito da un sistema autonomo di controllo e gestione del “freddo”, che consente di modulare i consumi in funzione delle diverse condizioni di insolazione ed esposizione climatica, ottimizzando le prestazioni e riducendo gli sprechi.

L’inserimento paesaggistico è stato progettato per minimizzare l’impatto visivo: Il 7,4% del tracciato si sviluppa in gallerie artificiali, risultando invisibile, mentre il 50,5% è in sezione semi-ipogea, con coperture a verde che permettono di integrare l’opera nel paesaggio naturale. Restano visibili i tratti in viadotto (9,5%) e gli edifici, caratterizzati da tetti a due falde ispirati all’architettura locale, che rendono lo Sliding Centre riconoscibile e iconico nel rispetto del contesto dolomitico.

Le persone

A rendere possibile tutto questo sono state le persone: 135 lavoratori mediamente presenti in cantiere, di 21 nazionalità diverse, oltre 35 subappaltatori e più di 115 fornitori.

Operai, tecnici, ingegneri, artigiani del calcestruzzo, professionisti del legno, specialisti degli impianti, squadre dedicate alla refrigerazione, al controllo qualità, alle gallerie, ai sistemi di sicurezza, 22 unità tra operai e impiegati dello staff Pizzarotti, composto da una significativa presenza femminile sia nel back office che in cantiere, occupata sia in ruoli operativi che manageriali.

In cantiere non c’era solo lavoro, c’era una comunità, un gruppo di persone che ha messo cuore, professionalità e orgoglio in ciò che stava costruendo. E che ha dimostrato, con i fatti, che l’eccellenza italiana è capace di affrontare e vincere sfide globali.

Collaborazione tra
Pubblico e Privato

Durante i Giochi Olimpici e Paralimpici, il campo base di Socol, realizzato per ospitare le maestranze nei 18 mesi di costruzione, sarà messo a disposizione delle istituzioni, assumendo una nuova funzione al servizio della collettività.

In particolare, sarà utilizzato dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco come alloggiamento del personale operativo e dei mezzi di soccorso e dalla Fondazione Milano Cortina come deposito dei bus destinati al trasporto del personale tra le diverse località della valle.

Un esempio concreto di collaborazione tra pubblico e privato, in cui competenze, risorse e visioni si integrano per individuare soluzioni efficienti, ottimizzare i tempi e generare valore condiviso per il territorio.

I Giochi Olimpici e Paralimpici rappresentano non solo un grande evento sportivo, ma anche un’occasione per sperimentare un nuovo metodo di lavoro fondato sulla collaborazione. In questo contesto, il dialogo tra pubblico e privato non è un’opzione, ma una condizione necessaria per affrontare la complessità di opere di questa portata: le istituzioni definiscono la visione strategica e tutelano l’interesse collettivo, mentre le imprese mettono a disposizione competenze tecniche, capacità organizzativa e innovazione, trasformando la visione in risultati concreti.

L’IMPEGNO PER
IL TERRITORIO

Il Cortina Sliding Centre non è stata progettata solo per le Olimpiadi, è un’opera pensata per il futuro.

L’impianto infatti è stato concepito come un parco sportivo in grado di vivere tutto l’anno e di ospitare attività, eventi e iniziative sportive. La struttura unisce memoria e innovazione, conservando il ricordo della storica “Eugenio Monti” e allo stesso tempo offrendo nuove opportunità al territorio.

I PRINCIPALI DATI TECNICI

  • Lunghezza pista: 1.749 metri

  • Curve: 16

  • Velocità massima: 145 km/h

  • Tempo previsto di gara: 55/60 secondi

  • Sport previsti: bob a 4 uomini, bob a 2 uomini e donne, mono bob donne, slittino singolo, slittino doppio, skeleton. Abilitata anche alle persone con disabilità.