09 Aprile 2024

La manodopera che serve alle imprese non si trova e gli immigrati richiedenti asilo aumentano sempre di più

Impresa Pizzarotti & C. S.p.A. scende in campo e lancia una proposta concreta.

Come riporta l’articolo del Corriere della Sera, lo scorso novembre Paolo Pizzarotti, presidente di Impresa Pizzarotti, proprietaria del “Residence degli Aranci” di Catania (Cara di Mineo), si rivolge alla Presidenza del Consiglio, e ai ministri dei Trasporti, Interno, Difesa ed Economia: “Se è di vostro interesse riaprire il centro di Mineo la nostra società è disponibile a gestirlo in prima persona, con all’interno laboratori artigiani, industriali e agricoli: 100 corsi complessivi della durata di 100 ore a corso per formare ogni anno 2.500 richiedenti asilo”.

Ma non è tutto, il progetto prevede anche l’ assunzione in cantiere di 400 migranti per il 2024, 400 per il 2025, e altri nell’indotto. Ad oggi però, questa proposta è ancora senza risposta.

Lunga storia quella del “Cara di Mineo”, originariamente conosciuto come “Residence degli Aranci”. Costruito in origine da Pizzarotti per le famiglie dei marines di stanza alla base americana di Sigonella, nel 2011, scaduto il contratto di affitto, l’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il ministro dell’Interno Roberto Maroni lo ribattezzarono «Residence della solidarietà» e venne utilizzato per dare collocazione alle migliaia di migranti accalcati sull’isola di Lampedusa.

La gestione venne affidata al consorzio Sol. Calatino Terra d’Accoglienza, ente pubblico formato da un raggruppamento di comuni del comprensorio. La situazione però non fu gestita come avrebbe dovuto, la criminalità organizzata prese il sopravvento e fu un disastro. Il centro venne commissariato e poi definitivamente chiuso nel 2019.

Oggi il progetto presentato da Pizzarotti, che prevede la rinascita del “Residence degli Aranci”, avrebbe quindi un duplice obiettivo.
Da un lato si darebbe una risposta concreta alla crescente domanda di manodopera che non si trova, dall’altra si darebbe il via ad un programma di formazione-lavoro per migranti richiedenti asilo, azioni concrete volte anche ad arginare il giro della criminalità organizzata.

Link per ascoltare la puntata di Dataroom di Milena Gabanelli

Link per leggere l’articolo Articolo Corriere della Sera – Perché l’Italia rinuncia a formare i migranti. Pizzarotti al Governo ‘Gestiamo i richiedenti asilo, teniamo corsi e li assumiamo’